Angelo Belgeri
Convegno “Strategie ed Emozioni”
Programma:
Ore 10.00 Ricevimento Ospiti
Ore 10.30 Saluto di benvenuto da parte della Società
Ore 10.40 “Giochi di strategia-la collaborazione” a cura del Prof. Luigi Filippini Docente Ordinario di Economia Politica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Ore 11.15 Storia dei primi 100 anni della Società
Ore 11.30 “Etica, Comportamenti e Servizio” testimonianza a cura di
Angelo Belgeri Procuratore. della Società Airoldi & Belgeri
Ore 12.00 Bouffet e sorrisi
Ore 14.30 “Emozioni di uno sguardo al futuro” a cura di Francesco
Porchi Docente della Scuola Superiore della Pubblica
Amministrazione e Consulente di Formazione Comportamentale
di Management per la PMI
Ore 15.00 Dibattito aperto
Ore 16.00 Conclusione lavori e saluto ai partecipanti
“Etica, Comportamenti e Servizio”
Testimonianza di Angelo Belgeri
Oggi mi trovo a testimoniare un evento che mi tocca in prima persona. Evento che condivido con la mia famiglia, con i miei collaboratori, con i miei clienti, con i miei fornitori e i miei amici: I cento anni dell’ Airoldi & Belgeri . Cento anni di vita, di lavoro, di storia, di esperienze, di crescita.
Cento anni sono certamente un contributo di esperienze importanti, un patrimonio vissuto in esclusiva solo da pochi, e per questo da condividere il più ampiamente possibile.
E’ un patrimonio di esperienze, frutto di valori, di relazioni, di risultati. Esperienze sulle quali costruire le domande da porci per poter ambire ad un futuro ancora più colmo di soddisfazioni. Soddisfazioni che ci riguardano, ma che non siano solamente a nostra esclusiva .
La domanda che, per prima sento di rivolgere a voi e a me stesso è: cosa dobbiamo fare oggi per essere ragionevolmente certi di essere della partita anche domani? Ritengo infatti che il raggiungimento di un futuro migliore, dipende da quanto sapremo fare oggi!!
E’ necessario produrre un fondamento razionale della moralità. Esso si può ottenere costruendone un contenuto normativo, che sia composto di valori, di comportamenti e di risultati utili sia a noi che agli altri.
I valori siano espressi da comportamenti etici, dove il fare, l’agire sono il frutto di scelte libere, che rispondono alla propria coscienza.
I comportamenti riflettano per i più la storia del proprio passato, per accrescerne la consapevolezza e determinare il proprio futuro, per conoscere cosa sia bene fare in un determinato luogo in un preciso momento.
I comportamenti che per noi Airoldi & Belgeri sono stati il filo conduttore in tutto il cammino percorso, nel:
- vivere una dimensione familiare
- dare il meglio di se stessi nelle dinamiche relazionali con dipendenti,clienti e fornitori
- essere animati da una passione sempre crescente per il proprio lavoro
- darsi regole semplici, facilmente spiegabili e quindi condivisibili e condivise a trasparenza del proprio operato
- parlare bene della concorrenza
- essere esempio di onestà con clienti e fornitori
Se per esempio dovessi leggere domani mattina sul giornale che ho ricevuto più merce da un fornitore di quella indicata in bolla e l’ho avvisato, non ci vedo nulla di strano.
Ma se leggessi che ho ricevuto più merce da un fornitore di quella indicata in bolla e ho fatto finta di niente trattenendola come mia, in questo caso credo che il disagio che ne deriverebbe sarebbe molto.
C’è un aspetto o meglio un sentimento, che proviene dal passato della mia azienda e che maggiormente ho impresso come condizione e metodo di gestione nei diversi processi aziendali: l’entusiasmo, l’entusiasmo nello spirito di servizio alla ditta, ai dipendenti, ai clienti. E vorrei soffermarmi sul concetto di entusiasmo, condividendo appieno quanto afferma il sociologo Alberoni:
< La parola entusiasmo viene dal greco “en theòs”,
essere in Dio. L’entusiasmo è, quindi, energia
straordinaria, slancio, fede. E’ una forza che ci spinge
verso ciò che è elevato, ciò che ha valore. E’ una
spinta verso il futuro, una fede nella propria meta, nelle
proprie possibilità. L’entusiasmo è un’esplosione di
speranza. Curiosamente sono pochi quelli che sanno
accettare l’entusiasmo in se stessi e coltivarlo negli altri.
Molti si vergognano dei loro sentimenti, del loro slancio
vitale, pensano che possa indebolire la loro razionalità e
la loro capacità di autocontrollo. Ma non è affatto vero.
L’entusiasmo è una forza vitale che può essere sprecata
nell’inseguire sogni ad occhi aperti, ma che può essere
incanalata in un compito costruttivo, in una ricerca
razionale. L’entusiasmo è fondamentale per
convincere gli altri. Se non siete sicuri di voi stessi, se
non siete convinti del progetto che andate a proporre,
come credete di poter suscitare nell’altro interesse,
fiducia perché possa ascoltarvi? Ma l’entusiasta ha
un nemico subdolo: il cinico. Che è appiattito sul
presente, sul proprio egoismo, sulla propria pigrizia, sul
proprio utile e non crede in niente perché è privo di
fantasia e di generosità. Nelle imprese ci sono molte
persone di questo tipo, che fanno di tutto per spegnere
l’entusiasmo degli altri, soprattutto dei giovani, che
arrivano in azienda pieni di fede e di valori >
F. Alberoni
Ed è questo entusiasmo, che mi è stato tramandato, che intendo sempre accrescere. Desidero ampliarlo nella voglia di vivere, di lavorare, con la voglia di trasmetterlo a chi ci sta vicino, perché lo stesso sempre più diventi la molla inesauribile verso nuove conoscenze, nuove esperienze, nuovi obiettivi da raggiungere e da condividere con altri, siano essi collaboratori, clienti, fornitori, in una parola persone.
E, a proposito di obiettivi, guardando indietro la strada percorsa, tante sono state le iniziative, che, a seconda dei momenti, hanno caratterizzato la linea imprenditoriale della mia azienda. Iniziative che in alcuni casi ci hanno permesso di raggiungere traguardi importanti e risultati elevati ed in altri no. Ma ciò che sempre è stato importante per la nostra crescita, ciò che ha permeato il nostro modo di essere, ciò che ha fatto sì che tutti i nostri collaboratori remassero nella stessa nostra direzione è stato il porsi degli obiettivi. Obiettivi che io chiamo “oltre la vendita”, ovverosia che non hanno come fine ultimo il vendere, o meglio il solo vendere, ma che vogliono andare oltre la pura e semplice vendita.
Sono stati questi obiettivi “oltre la vendita” a permetterci lo sviluppo, la crescita, la soddisfazione, la serenità; questi obiettivi, che posti alla base delle varie attività svolte in tutti questi anni, hanno avuto come meta raggiungere non solo la vendita, ma quella che io chiamo la “Piena Referenza Automotivata”. Ovverosia che al termine di qualsivoglia trattativa il nostro cliente possa farci da referente, assumendo quasi la veste di un agente al nostro servizio. Soprattutto che lo faccia in modo del tutto spontaneo, senza che nessuno di noi glielo chieda. In ultimo passaggio che la sua referenza sia rivolta in maniera piena, sia nei nostri confronti come professionisti e come persone, sia nei confronti dei nostri prodotti e servizi, unitamente nei confronti della nostra società.
Ed allora, quando noi vogliamo che gli altri, siano essi clienti, fornitori, collaboratori, amici, familiari, conoscenti possano parlare bene sia di noi, sia di ciò che facciamo e vendiamo e delle nostre società, come pensiamo di poter limitare i nostri obiettivi alla vendita solamente “commerciale”?
Ecco che allora il nostro comportamento etico permea tutte le nostre azioni, in quanto ciò a cui tendiamo è ottenere dagli altri la loro fiducia. Se così facciamo, gli altri avvertono questa modalità di relazione gli altri la avvertono, sentono che non vogliamo solo vendere, ma andare oltre e ci danno fiducia. In questo modo decidono spontaneamente di farci da agenti gratuiti, parlando bene agli altri di noi, dei nostri prodotti, della nostra azienda. E capiterà per lo più che noi neanche lo sapremo, nello specifico, in quanto lo hanno deciso da soli, né ci hanno avvisati. Quindi l’effetto prodotto da tali obiettivi, che hanno caratterizzato il nostro modo di comportarci, ha realizzato un ponte di comunicazione forte tra noi e gli altri, cementato dalla fiducia, che tale resta e se mai cresce nel tempo.
E allora, per esempio, una domanda che da un po’ di tempo faccio sempre ad ogni nuovo assunto è “chi ti paga lo stipendio?”
Perché è solo con una risposta adeguata a questa domanda che posso ricordare frasi che nel tempo hanno segnato le relazioni tra noi e i nostri clienti e fornitori, del tipo:
che bello telefonare a te, nella tua ditta chi mi risponde è sempre sorridente,
quando ero in difficoltà la tua ditta mi ha aiutato,
dopo la guerra il mio stabilimento era raso al suolo, ma non mi avete abbandonato,
e tutto questo a partire, tanti e tanti anni fa, da un cliente di Como che chiedeva dove eravamo: arrivi fino ad Erba e poi lo sanno anche i paracarri dove siamo.
Un aspetto bello del nostro lavoro, anche se poco visibile dalla parte opposta del bancone, è che siamo in prima linea per quanto riguarda la trasformazione e l’innovazione tecnologica ed il nostro compito è sempre più quello di trasferire informazioni da chi produce ricerca a chi deve servirsene.
Il mondo oggi è talmente veloce che le novità restano tali sempre per meno tempo, ne consegue che ogni aspetto che caratterizza una miglioria di prodotto è da divulgare immediatamente, altrimenti si perde e non viene colta come deve essere nella sua completezza.
L’esperienza nostra, di chi ha passato positivamente più di un passaggio generazionale, passa dal rispetto per il lavoro fatto da chi c’era prima, dal capire il perché delle scelte assunte, e nell’evitare cambiamenti a volte troppo drastici, che possono mettere in crisi il sistema.
La sfida pertanto per il futuro dell’Airoldi & Belgeri è accrescere la cultura ed il proprio ruolo di Impresa sociale. Tutto ciò in una visione trasversale di società “organizzativa”, in una logica di “fare sistema” a livello territoriale. Sapendo nel contempo produrre valore verso l’esterno e dare qualità alla struttura interna, valorizzando le persone in quanto non solo attori , ma protagonisti di un sistema aperto alla relazione costruttiva. Definendo modalità e metodi professionali, volti alla ricerca di una migliore qualità di vita, cui corrisponde una possibilità di offrire e garantire prodotti e servizi di qualità.
Un’attenzione particolare, a suggello dell’evento, che stiamo insieme celebrando, intendo rivolgere ai giovani, che sono il nostro sguardo sul futuro.
E come Società, che oggi celebra i suoi primi cento anni di vita, e come tale si sente giovane, voglio esprimere che:
“La gioventù non è un periodo della vita, è uno stato d’animo: non è una questione di guance rosee, labbra rosse e ginocchia agili, è un fatto di volontà, forza di fantasia, vigore di emozioni, è la freschezza delle sorgenti profonde della vita..
Gioventù significa istintivo dominio del coraggio sulla paura, del desiderio d’avventura sull’amore per gli agi. E spesso se ne trova di più in un uomo di 60 anni che in un giovane di 20. Nessuno invecchia semplicemente perché gli anni passano.
Si invecchia quando si tradiscono i propri ideali.
Gli anni possono far venire le rughe alla pelle, ma la rinuncia agli entusiasmi riempie di rughe l’anima. Le preoccupazioni, la paura, la sfiducia in se stessi fanno mancare il cuore e piombare lo spirito nella polvere. A 60 anni o a 16 anni, c’è sempre nel cuore di ogni essere umano il desiderio di essere meravigliati, l’immancabile infantile curiosità di sapere cosa succederà ancora, e la gioia di partecipare al grande gioco della vita. Al centro del Vostro cuore e del mio cuore c’è una stazione del telegrafo senza fili: finché riceverà messaggi di bellezza, speranza, gioia, coraggio e forza dagli uomini e dall’infinito, resterete giovani.
Quando le antenne riceventi sono abbassate, e il Vostro spirito è coperto dalla neve del cinismo e dal ghiaccio del pessimismo, allora siete vecchi, anche a 20 anni, ma finché le Vostre antenne saranno alzate, per captare le onde dell’ottimismo, c’è speranza che possiate morire giovani a 80 anni.
Samuel Ullman
E questa attenzione ai giovani ed all’essere giovani in prima persona, intendo sostenerla non con le sole parole, ma con i fatti, ed in particolare con un’azione o meglio un’iniziativa, della quale come Società Airoldi & Belgeri mi faccio oggi promotore e primo sottoscrittore e alla quale, coloro dei presenti che lo vorranno, potranno partecipare.
In particolare, dopo aver insieme pranzato, ve ne parlerà il Sig. Porchi, che insieme a me, ha curato l’ideazione e la progettazione di quanto sto per presentarvi.
Un Master-Training comportamentale di management al quale prenderanno parte, per ogni edizione, 15 giovani neolaureati insieme a personale direttivo delle aziende sponsor.