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© 2004 Airoldi & Belgeri s.r.l.

CENTENARIO

Convegno

“Strategie ed Emozioni”

100 anni di vita della Società Airoldi & Belgeri


 

17 Giugno 2006

presso Villa Ponti Greppi  Merate (LC)


 


Invito per i nostri Clienti

In occasione del compimento dei 100 anni di vita della Società Airoldi & Belgeri di Lecco ho il piacere di rivolgere l’invito a prendere parte nella giornata del17 Giugno prossimo ai festeggiamenti dell’evento, durante il quale insieme avremo modo di condividere momenti di gioia e di riflessione.


 “Il cliente è il più importante ospite del nostro negozio,

lui non dipende da noi, ma noi dipendiamo da lui.

Non è un’interruzione al nostro lavoro, ma è lo scopo dello stesso.

Non è estraneo al nostro business, ma vi partecipa attivamente.

Non gli concediamo un favore accettando di servirlo, ma è lui che

concede a noi un favore, dandoci l’opportunità di farlo.”



                                                                                              Mahatma Gandhi






Gentile Cliente,


è per tre buoni motivi che siamo lieti di invitarTi a questo evento per festeggiare i primi 100 anni della Airoldi & Belgeri.

Il primo è perché senza di Te, non avremmo mai potuto raggiungere questo prestigioso traguardo. Senza di Te infatti non avremmo ragione di essere.

Il secondo è perché se siamo riusciti a giungere fino a  questa difficile meta, significa che siamo stati in grado, per ben quattro generazioni, di lavorare in modo adeguato. Vuole dire che con il nostro operato siamo riusciti ad ottenere la Tua fiducia e siamo tutt’ora in grado di mantenerla. Questo è sinceramente il  nostro maggiore motivo di orgoglio. 

Il terzo è che questo evento non è stato pensato solo come un momento di festa ma anche per essere un’occasione di ritrovo e di confronto. Ritrovo perché ad esso partecipano coloro cui noi facciamo da tramite, fornitori e clienti. Solo se ci sentiamo tutti coinvolti possiamo raggiungere i migliori risultati.

Confronto per cercare di comprendere quali siano i fattori che possono permettere il raggiungimento di tali risultati e quali quelli che possono consentire di affrontare le nuove sfide.

Con l’augurio che sia una giornata di festa e di arricchimento per ognuno rinnovo i miei più cordiali saluti e il sincero desiderio di ritrovarci.



         Angelo Belgeri

 


 


Convegno “Strategie ed Emozioni”


 




Programma:




Ore 10.00                 Ricevimento Ospiti

Ore 10.30                 Saluto di benvenuto da parte della Società

Ore 10.40                 “Giochi di strategia-la collaborazione” a cura del Prof. Luigi Filippini Docente Ordinario      di Economia Politica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano


Ore 11.15                Storia dei primi 100 anni della Società

Ore 11.30                “Etica, Comportamenti e Servizio” testimonianza a cura di

                                 Angelo Belgeri Procuratore. della Società Airoldi & Belgeri

Ore 12.00                Bouffet e sorrisi

Ore 14.30                “Emozioni di uno sguardo al futuro” a cura di Francesco

                                 Porchi Docente della Scuola Superiore della Pubblica                                    

                                 Amministrazione e Consulente di Formazione Comportamentale

                                 di Management per la PMI

Ore 15.00                Dibattito aperto

Ore 16.00                Conclusione lavori e saluto ai partecipanti


 


 


“Etica, Comportamenti e Servizio”


Testimonianza di Angelo Belgeri


Oggi mi trovo a testimoniare un evento che mi tocca in prima persona. Evento che condivido con la mia famiglia, con i miei collaboratori, con i miei clienti, con i miei fornitori e i miei amici: I cento anni dell’ Airoldi & Belgeri . Cento anni di vita, di lavoro, di storia, di esperienze, di crescita.


Cento anni sono certamente un contributo di esperienze importanti, un patrimonio vissuto in esclusiva solo da pochi, e per questo da condividere il più ampiamente possibile.

E’ un patrimonio di esperienze, frutto di valori, di relazioni, di risultati. Esperienze sulle quali costruire le domande da porci per poter ambire ad un futuro ancora più colmo di soddisfazioni. Soddisfazioni che ci riguardano, ma che  non siano solamente a nostra esclusiva .


La domanda che, per prima sento di rivolgere a voi e a me stesso è: cosa dobbiamo fare oggi per essere ragionevolmente certi di essere della partita anche domani? Ritengo infatti che il raggiungimento di un futuro migliore, dipende da quanto sapremo fare oggi!!


E’ necessario produrre un fondamento razionale della moralità. Esso si può ottenere  costruendone un contenuto normativo, che sia composto di valori, di comportamenti e di risultati utili sia a noi che agli altri.

I valori siano espressi da comportamenti etici, dove il fare, l’agire sono il frutto di scelte libere, che rispondono alla propria coscienza.

I comportamenti riflettano per i più la storia del proprio passato, per accrescerne la consapevolezza e determinare il proprio futuro, per conoscere cosa sia bene fare in un determinato luogo in un preciso momento.

I comportamenti che per noi Airoldi & Belgeri sono stati il filo conduttore in tutto il cammino percorso, nel:


- vivere una dimensione familiare

- dare il meglio di se stessi nelle dinamiche relazionali con dipendenti,clienti e fornitori

- essere animati da una passione sempre crescente per il proprio lavoro

- darsi regole semplici, facilmente spiegabili e quindi condivisibili e condivise a trasparenza del proprio operato

- parlare bene della concorrenza

- essere esempio di onestà con clienti e fornitori


 


Se per esempio dovessi leggere domani mattina sul giornale che ho ricevuto più merce da un fornitore di quella indicata in bolla e l’ho avvisato, non ci vedo nulla di strano.

Ma se leggessi che ho ricevuto più merce da un fornitore di quella indicata in bolla e ho fatto finta di niente trattenendola come mia, in questo caso credo che il disagio che ne deriverebbe sarebbe molto.


C’è un aspetto o meglio un sentimento, che proviene dal passato della mia azienda e che maggiormente ho impresso come condizione e metodo di gestione nei diversi processi aziendali: l’entusiasmo, l’entusiasmo nello spirito di servizio alla ditta, ai dipendenti, ai clienti. E vorrei soffermarmi sul concetto di entusiasmo, condividendo appieno quanto afferma il sociologo Alberoni:


 


                                            < La parola entusiasmo viene dal greco “en theòs”,

                                            essere in Dio. L’entusiasmo è, quindi, energia

                                            straordinaria, slancio, fede. E’ una forza che ci spinge

                                            verso ciò che è elevato, ciò che ha valore. E’ una

                                            spinta verso il futuro, una fede nella propria meta, nelle

                                            proprie possibilità. L’entusiasmo è un’esplosione di

                                            speranza. Curiosamente sono pochi quelli che sanno

                                            accettare l’entusiasmo in se stessi e coltivarlo negli altri.

                                            Molti si vergognano dei loro sentimenti, del loro slancio

                                            vitale, pensano che possa indebolire la loro razionalità e

                                            la loro capacità di autocontrollo. Ma non è affatto vero.

                                            L’entusiasmo è una forza vitale che può essere sprecata

                                            nell’inseguire sogni ad occhi aperti, ma che può essere

                                            incanalata in un compito costruttivo, in una ricerca

                                            razionale. L’entusiasmo è fondamentale per

                                            convincere gli altri. Se non siete sicuri di voi stessi, se

                                            non siete convinti del progetto che andate a proporre,

                                            come credete di poter suscitare nell’altro interesse,

                                            fiducia perché possa ascoltarvi? Ma l’entusiasta ha

                                            un nemico subdolo: il cinico. Che è appiattito sul

                                            presente, sul proprio egoismo, sulla propria pigrizia, sul

                                            proprio utile e non crede in niente perché è privo di

                                            fantasia e di generosità. Nelle imprese ci sono molte

                                            persone di questo tipo, che fanno di tutto per spegnere

                                            l’entusiasmo degli altri, soprattutto dei giovani, che

                                            arrivano in azienda pieni di fede e di valori >

                                                                                                           

                                                                                                                F. Alberoni

 


 


 


Ed è questo entusiasmo, che mi è stato tramandato, che intendo sempre accrescere. Desidero ampliarlo nella voglia di vivere, di lavorare, con la voglia di trasmetterlo a chi ci sta vicino, perché lo stesso sempre più diventi la molla inesauribile verso nuove conoscenze, nuove esperienze, nuovi obiettivi da raggiungere e da condividere con altri, siano essi collaboratori, clienti, fornitori, in una parola persone.


E, a proposito di obiettivi, guardando indietro la strada percorsa, tante sono state le iniziative, che, a seconda dei momenti, hanno caratterizzato la linea imprenditoriale della mia azienda. Iniziative che in alcuni casi ci hanno permesso di raggiungere traguardi importanti e risultati elevati ed in altri no. Ma ciò che sempre è stato importante per la nostra crescita, ciò che ha permeato il nostro modo di essere, ciò che ha fatto sì che tutti i nostri collaboratori remassero nella stessa nostra direzione è stato il porsi degli obiettivi. Obiettivi che io chiamo “oltre la vendita”, ovverosia che non hanno come fine ultimo il vendere, o meglio il solo vendere, ma che vogliono andare oltre la pura e semplice vendita.

Sono stati questi obiettivi “oltre la vendita” a permetterci lo sviluppo, la crescita, la soddisfazione, la serenità; questi obiettivi, che posti alla base delle varie attività svolte in tutti questi anni, hanno avuto come meta raggiungere non solo la vendita, ma quella che io chiamo la “Piena Referenza Automotivata”. Ovverosia che al termine di qualsivoglia trattativa il nostro cliente possa farci da referente, assumendo quasi la veste di un agente al nostro servizio. Soprattutto che lo faccia in modo del tutto spontaneo, senza che nessuno di noi glielo chieda. In ultimo passaggio che la sua referenza sia rivolta in maniera piena, sia nei nostri confronti come professionisti e come persone, sia nei confronti dei nostri prodotti e servizi, unitamente nei confronti della nostra società.

Ed allora, quando noi vogliamo che gli altri, siano essi clienti, fornitori, collaboratori, amici, familiari, conoscenti possano parlare bene sia di noi, sia di ciò che facciamo e vendiamo e delle nostre società, come pensiamo di poter limitare i nostri obiettivi alla vendita solamente “commerciale”?

Ecco che allora il nostro comportamento etico permea tutte le nostre azioni, in quanto ciò a cui tendiamo è ottenere dagli altri la loro fiducia. Se così facciamo, gli altri avvertono questa modalità di relazione gli altri la avvertono, sentono che non vogliamo solo vendere, ma andare oltre e ci danno fiducia. In questo modo decidono spontaneamente di farci da agenti gratuiti, parlando bene agli altri di noi, dei nostri prodotti, della nostra azienda. E capiterà per lo più che noi neanche lo sapremo, nello specifico, in quanto lo hanno deciso da soli, né ci hanno avvisati. Quindi l’effetto prodotto da tali obiettivi, che hanno caratterizzato il nostro modo di comportarci, ha realizzato un ponte di comunicazione forte tra noi e gli altri, cementato dalla fiducia, che tale resta e se mai cresce nel tempo.


 


 


E allora, per esempio, una domanda che da un po’ di tempo faccio sempre ad ogni nuovo assunto è “chi ti paga lo stipendio?”

Perché è solo con una risposta adeguata a questa domanda che posso ricordare frasi che nel tempo hanno segnato le relazioni tra noi e i nostri clienti e fornitori, del tipo:


che bello telefonare a te, nella tua ditta chi mi risponde è sempre sorridente,

quando ero in difficoltà la tua ditta mi ha aiutato,

dopo la guerra il mio stabilimento era raso al suolo, ma non mi avete abbandonato,


e tutto questo a partire, tanti e tanti anni fa, da un cliente di Como che chiedeva dove eravamo: arrivi fino ad Erba e poi lo sanno anche i paracarri dove siamo.


Un aspetto bello del nostro lavoro, anche se poco visibile dalla parte opposta del bancone, è che siamo in prima linea per quanto riguarda la trasformazione e l’innovazione tecnologica ed il nostro compito è sempre più quello di trasferire informazioni da chi produce ricerca a chi deve servirsene.

Il mondo oggi è talmente veloce che le novità restano tali sempre per meno tempo, ne consegue che ogni aspetto che caratterizza una miglioria di prodotto è da divulgare immediatamente, altrimenti si perde e non viene colta come deve essere nella sua completezza.


L’esperienza nostra, di chi ha passato positivamente più di un passaggio generazionale, passa dal rispetto per il lavoro fatto da chi c’era prima, dal capire il perché delle scelte assunte, e nell’evitare cambiamenti a volte troppo drastici, che possono mettere in crisi il sistema.


La sfida pertanto per il futuro dell’Airoldi & Belgeri è accrescere la cultura ed il proprio ruolo di Impresa sociale. Tutto ciò in una visione trasversale di società “organizzativa”, in una logica di “fare sistema” a livello territoriale. Sapendo nel contempo produrre valore verso l’esterno e dare qualità alla struttura interna, valorizzando le persone in quanto non solo attori , ma protagonisti di un sistema aperto alla relazione costruttiva. Definendo modalità e metodi professionali, volti alla ricerca di una migliore qualità di vita, cui corrisponde una possibilità di offrire e garantire prodotti e servizi di qualità.


Un’attenzione particolare, a suggello dell’evento, che stiamo insieme celebrando, intendo rivolgere ai giovani, che sono il nostro sguardo sul futuro.

E come Società, che oggi celebra i suoi primi cento anni di vita, e come tale si sente giovane, voglio esprimere che:


 


 


“La gioventù non è un periodo della vita, è uno stato d’animo: non è una questione di guance rosee, labbra rosse e ginocchia agili, è un fatto di volontà, forza di fantasia, vigore di emozioni, è la freschezza delle sorgenti profonde della vita..

Gioventù significa istintivo dominio del coraggio sulla paura, del desiderio d’avventura sull’amore per gli agi. E spesso se ne trova di più in un uomo di 60 anni che in un giovane di 20. Nessuno invecchia semplicemente perché gli anni passano.

Si invecchia quando si tradiscono i propri ideali.

Gli anni possono far venire le rughe alla pelle, ma la rinuncia agli entusiasmi riempie di rughe l’anima. Le preoccupazioni, la paura, la sfiducia in se stessi fanno mancare il cuore e piombare lo spirito nella polvere. A 60 anni o a 16 anni, c’è sempre nel cuore di ogni essere umano il desiderio di essere meravigliati, l’immancabile infantile curiosità di sapere cosa succederà ancora, e la gioia di partecipare al grande gioco della vita. Al centro del Vostro cuore e del mio cuore c’è una stazione del telegrafo senza fili: finché riceverà messaggi di bellezza, speranza, gioia, coraggio e forza dagli uomini e dall’infinito, resterete giovani.

Quando le antenne riceventi sono abbassate, e il Vostro spirito è coperto dalla neve del cinismo e dal ghiaccio del pessimismo, allora siete vecchi, anche a 20 anni, ma finché le Vostre antenne saranno alzate, per captare le onde dell’ottimismo, c’è speranza che possiate morire giovani a 80 anni.

          

                                                                                               Samuel Ullman


 


E questa attenzione ai giovani ed all’essere giovani in prima persona, intendo sostenerla non con le sole parole, ma con i fatti, ed in particolare con un’azione o meglio un’iniziativa, della quale come Società Airoldi & Belgeri mi faccio oggi promotore e primo sottoscrittore e alla quale, coloro dei presenti che lo vorranno, potranno partecipare.


In particolare, dopo aver insieme pranzato, ve ne parlerà il Sig. Porchi, che insieme a me, ha curato l’ideazione e la progettazione di quanto sto per presentarvi.


Un Master-Training comportamentale di management al quale prenderanno parte, per ogni edizione, 15 giovani neolaureati insieme a personale direttivo delle aziende sponsor.


 





 


 
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